venerdì 13 aprile 2007

Poveri scarafaggi


L'altra sera parlavo di musica con alcuni miei amici. E' uscito fuori il nome di Scaruffi, il famoso giornalista-scrittore-musico-tuttologo. In particolare si parlava dei Beatles. I Beatles sono il mio gruppo preferito, me lo porto dietro dall'infanzia (e questo sicuramente influisce sulla considerazione che ne ho); cosi mi sono andato a rileggere quello che Scaruffi scrive su di loro, che poi è anche il pensiero dei miei amici, e in generale di tutti quelli che amano altri gruppi, il rock'n'roll "puro" e non il Pop (anche a me piace il Rock..ma non solo...).
Mi sta bene tutto, ognuno ha i suoi gusti...ma le tesi portate avanti dai loro detrattori mi sembrano sbagliate. Perchè? è molto semplice...non si parla mai di musica, delle semplici canzoni. Tutto viene proiettato e ampliato nel contesto storico-socio-culturale-politico dell'epoca. Si parla del magico produttore Martin che, a sentire in giro, traformava quelle "ideuzze" da strapazzo di Lennon o McCartney in canzoni immortali. Si parla del ritardo che i Beatles avevano in confronto ai geni musicali che stavano cambiando la storia. Si parla del fatto che erano pubblicizzati e "spinti" dall'industria. Non sento mai nominare la parola alla base della musica: la canzone. Giustamente non bisogna mai sbattersene del contesto in cui un gruppo si esprime, è importante fare paragoni (io sono il primo a farli), ma francamente tutto questo astio nei confronti di un gruppo che ha scritto pietre miliari come: "A day in the life", " Strawberry field's forever", " Across the universe" etc..etc...(ce ne sono altre 1000) mi sembra eccessivo.
La frase con cui Scaruffi chiude l'articolo sui Beatles (cito testualmente): "Non avevano nulla da dire, e infatti non lo dissero." mi sembra una bestemmia.
Se il diritto a fare musica fosse dato solo a chi ha qualcosa di "sconvolgente" da dire suonerebbero in 6. C'è spazio anche per chi fa cose semplici ma le fa bene, molto bene. Lasciare che il mio sapere faccia da schermo alle emozioni che un disco può darmi è sbagliato. E' l'atteggiamento di chi ragiona per partito preso. Le canzoni dei Beatles sono "perfette", non puoi spostare uno strumento di una virgola, le voci sono deliziose, le melodie bellissime e indimenticabili, sfido a dire il contrario...poi si può anche non apprezzarne la "filosofia" di fondo, ma dire che "non avevano niente da dire"...Intanto dopo 10 anni, nel 1970, si sono sciolti... non come "altri" che dopo 40 anni, ormai ottuagenari, ancora scassano la minchia e vendono i pezzi alla Vodafone per mantenere la villa, andando in giro per il mondo ricordando i tempi andati, forti del loro blasone e basta, con poco rispetto per chi paga il costosissimo biglietto...
Aggiungo che i Beatles non si sono mai presi il merito di aver inventato un genere, o di aver cambiato il mondo. Se nelle canzoni non parlavano di temi sociali "alti" non importa, non tutti lo fanno(soprattutto nella musica popolare dell'epoca); se la canzone è bella, se è ben articolata, basta da sola a sensibilizzare le persone, senza sbattere i gatti vivi su un tubo per fare "avanguardia". Se a qualcuno rode che abbiano fatto più soldi di Capitan Beefhart che posso farci? Puoi dire la cosa più ganza del mondo ma se non ti fai capire è come non l'avessi detta (senza offesa per il mitico Beefhart).
Concludo dicendo che il 90% dei gruppi dell'epoca, osannati da Scaruffi ed altri critici, li conosco, ne possiedo i dischi e li ascolto sempre...a me le cose belle piacciono tutte...

1 commento:

Anonimo ha detto...

"Puoi dire la cosa più ganza del mondo ma se non ti fai capire è come non l'avessi detta (senza offesa per il mitico Beefhart)."

Beh, direi che più che a non farsi capire lui, è la gente che non riesce a capire:)

"Non ci dovrebbe preoccupare il numero delle persone che possono già capire o sentire ciò che sta succedendo. Lasciamo fare alla natura dell'evoluzione umana".

Karl Heinz Stockhausen