lunedì 12 maggio 2008

Che schifani.

Siamo alle solite. Da parte dei signori onorevoli vedo tristezza quando muore un soldato, indignazione quando dall'estero arrivano critiche all'Italia, sorrisi quando una iena fà una battuta (solo dopo aver vinto le elezioni, se no sono calci); ma la vera incazzatura, la smobilitazione di ministri di destra e di sinistra, si ha solo quando salta fuori una cosa che riguarda uno di loro. Io non conosco la vita di Schifani, posso immaginarla, ma non sò di preciso quali nefandezze abbia compiuto nel passato: so solo che nella mia testa bacata la prova lampante è la sua (loro) incazzatura. Io la chiamo coda di paglia. Se fossero accusati di una cosa falsa, dovrebbero essere superiori e sorridere...magari portando il giornalista in tribunale. Invece si incazzano come delle belve, portano in tribunale a prescindere, non accettano che si dica nulla di loro se non quello che dettano nelle cartelle stampa...per me è la prima ammissione di colpa. Un plauso a Di Pietro, che certe biografie le conosce sicuramente meglio di noi (da Repubblica.it):
"Travaglio ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti - ha detto l'ex pm - Non si cancella con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato". E l'accusa di mancato contraddittorio? "Non ha senso. Vorrebbe dire che ogni qualvolta si scrive di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore".
Questo blog, pur essendo troppo piccolo per inimicarsi l'intero governo, sente il dovere di prendere una coraggiosa presa di posizione contro Schifani, a costo di perire in nome della democrazia: "Onorevole Schifani, non mi è proprio simpatico! con stima, Paolo".

Nella foto: Di Pietro e l'attivista venezuelana Aida Yespica ne cantano quattro ad un impaurito Schifani, in nome della democrazia.



PS: in parlamento ormai ci sono veline e mafiosi. Mamma, che cazzo m'hai fatto studiare a fare? Genitori, date un pallone ai vostri figli...

Nessun commento: