mercoledì 7 maggio 2008

Fermo restando che la posizione geografica è quella che è, e non ci si può fare nulla...Sono convinto che con un pò di buon senso (tipo NON confermare un referendum se il servizio metereologico indiano ti avverte dell'arrivo di un ciclone), e un pò di saggezza (non stravolgere fragili ecosistemi che sono la prima e unica barriera naturale in queste situazioni), qualcosa si poteva evitare.
Devastare la vegetazione di questi luoghi a rischio calamità naturali non è propriamente un'idea arguta. Capisco la goduria di fare i soldi e calpestare i diritti umani, ma regoliamoci.
Anche perchè mi chiedo che gusto c'è ad andare in un Hotel a 5 stelle costruito in una spiaggia post-tsunami, aprire la finestra appena dopo che hai fatto l'amore, e vedere dall'altra parte della spiaggia una baraccopoli di malnutriti. Risposta scontata, purtroppo: che figata!


Nella foto:"Bello mamma! me lo compri?"

PS: Quando ci prende l'incazzatura per queste cose, cerchiamo di non farcela passare dopo un giorno, come spesso succede. Mi sembra che ci preoccupiamo delle cose a comando, nella maniera in cui solitamente viviamo, in effetti. Visto che adesso và di moda maledire la Cina, ricordiamoci che il Tibet è stato invaso dalla Cina nel 1949, e dal quel momento è stato usurpato di tutti i suoi diritti: incazzarsi per le Olimpiadi del 2008 mi sembra se non stupido, almeno superficiale. Concludo dicendo che abolire le Olimpiadi è pura estetica per politici populisti...Il segnale forte è interrompere i commerci con la Cina, non togliere ai tifosi una settimana di sport. Queste sono cose proprie di tipi come Berlusconi, che fanno molto slogan, e alla fine non cambia nulla, come piace a noi.

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